|
|
L’Associazione propone corsi di formazione e attività culturali per lo sviluppo dell’individuo e della comunità
La formazione è rivolta ai soli Soci
|
|
|
|
Segreteria informativa:
Lunedì dalle 10 alle 12 - NA Martedì dalle 10 alle 18 - AV Mercoledì dalle 10 alle 18 - NA Giovedì dalle 15 alle 18 - AV
Negli orari diversi da quelli indicati è possibile chiamare ai cellulari indicati sotto
RECAPITI
INFORMIAMO I VISITATORI CHE IL NUMERO UNICO PER IL TERRITORIO DI AVELLINO E’ 334-3417188 PER COMUNICAZIONI VIA FAX NUMERO UNICO E’ 081-276753
WEB ASPIC Napoli - Avellino www.aspicnapoli.it www.counselingaspicnapoli.org www.aspicavellino.it
BLOG Soci ASPIC www.aspicnapoli.it/blog
MAIL ASPIC info@aspicnapoli.it counselingaspicnapoli@gmail.com aspicavellino@gmail.com
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
|
 |
Counseling: interagire con le altre persone Una competenza professionale, uno strumento scolastico, educativo, sanitario, aziendale.
|
La Formazione al Counseling si sta affermando sempre più come strumento tecnologico della per la promozione della salute.
Nell’ambito delle Scienze Umane e delle Discipline Sociali è in grado di favorire e trasmettere abilita' e competenze per lo sviluppo delle potenzialità e delle risorse della persona.
|
Che cosa è il Counseling?
“E’ prima di tutto una relazione interpersonale e consiste relativamente poco in una tecnica o in una teoria o in una ideologia… il cliente fa l’esperienza più piena e più valida di una libertà completa e assoluta. Egli determina, cioè sceglie, la linea di condotta… che sembra permettergli la soddisfazione profonda dei suoi bisogni più fondamentali…”
C. Rogers
|
|
 |
Essere umani significa interagire con le altre persone
A cura di A. Tartaglia
A volte quando entriamo in rapporto con gli altri, ci sorge spontaneo il desiderio d’essere d’aiuto. Sembra non esserci nulla di più semplice ed elementare, eppure spesso non sappiamo come fare: desideriamo aiutare, dare conforto, sostegno, aiuto intelligente, ma non sappiamo come. A volte interveniamo in modo precipitoso con suggerimenti, oppure cerchiamo di tirar su il morale, minimizzando la difficoltà altrui; oppure ancora raccontiamo alla persona che soffre le nostre esperienze, dando per scontato che siano uguali. Con nostro grande disappunto tali strategie fanno ammutolire o arrabbiare l’altra persona. Eravamo davvero intenzionati ad alleviare la sua sofferenza e invece ci accorgiamo di avere peggiorato le cose! Nel corso della mia esperienza ho imparato una regola:
per poter essere utili agli altri dobbiamo cominciare a lavorare con noi stessi
Per poter arrecare beneficio agli altri, dobbiamo prima di tutto occuparci della nostra confusione, della nostra mancanza di fiducia e di consapevolezza, della nostra paura del dolore. L’aiuto più prezioso che possiamo dare inizia da parte nostra con la capacità di esserci. Noi siamo per lo più inconsapevoli della nostra capacità di esserci. Provate a fare un piccolo esperimento: Restando seduti, prestate attenzione al fatto che state respirando, e quando l’attenzione si sposta, dal respiro ad altro, riportatecela con dolcezza… Quanto tempo ci è voluto prima che la mente divagasse; cosa c’è di più semplice che essere qui in questo momento? Eppure è una cosa molto più complicata di quello che si possa comunemente credere. E se divaghiamo quando non sta accadendo nulla di particolare, cosa accade quando siamo sotto stress? Senza la capacità di essere presenti a chi soffre, nessuna delle tecniche terapeutiche e di sostegno può andare molto lontano. Di fatto la parte più impegnativa del lavoro di counseling è:
L’ESSERE PRESENTE AD UN ALTRO ESSERE UMANO che sta provando dolore e sofferenza
Se siamo presenti possiamo essere d’aiuto in molti modi: non solo siamo in grado di donare ad altri le nostre risorse, ma possiamo aiutarli ad attingere alle loro risorse. Ecco perché il Corso per imparare questo “mestiere” inizia con un “movimento rivolto verso l’interno” che aiuta a mettersi in contatto con le proprie risorse, le proprie motivazioni, le proprie opinioni. Solo poi il movimento va verso l’esterno, verso l’altro, tramite rapporti autentici e azioni professionalmente “corrette”. Tutti possiamo offrire all’altro aiuto sia per professione che per vocazione!
|
|
La nostra prima reazione di fronte all'affermazione di un altro è una valutazione o un giudizio, anziché uno sforzo di comprensione. Quando qualcuno esprime un sentimento o un atteggiamento o un opinione tendiamo subito a pensare <è ingiusto>, <è stupido>, <è anormale>, <è irragionevole>, <è scorretto>, <non è gentile>. Molto di rado ci permettiamo di "capire" esattamente quale sia per lui il significato dell'affermazione.
Carl Rogers (1961), “La terapia centrata sul cliente”
“I fatti sono amici”. Ogni passo che si fa verso la verità, in qualsiasi campo, rende meno lontana la verità stessa. E l’essere più vicino alla verità non può essere dannoso, né pericoloso, né insoddisfacente.
Carl Rogers (1961), “La terapia centrata sul cliente”
|
|
|